Piccoli ogm crescono…
E’ uno dei primi casi programmati in Italia di coltivazione di mais geneticamente modificato ed è per questo che sui campi di Fanna, in provincia di Pordenone, si è acceso subito lo scontro. Se c’era qualche dubbio, del resto, sono state le analisi sui campioni prelevati nei giorni scorsi da Greenpeace a confermare i timori degli ambientalisti: l’oggetto delle coltivazioni è il Mon810, un mais geneticamente modificato brevettato e commercializzato dalla multinazionale americana Monsanto.
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Il nostro terreno è stato a riposo, cioè non coltivato, quasi quattro anni e quando ho iniziato a seminare e piantare ortaggi e verdure ho usato solo concimi naturali come quello di pecora e, per una piccola parte, quello dei maiali di Fortunato. Quello di pecora è di produzione “locale” visto che è il risultato delle pecore di Ardelio abituate a questi boschi e a questi prati. Niente concimi chimici o diavolerie assortite ma solo un paio di passate di verderame a patate e pomodori. 