Triennale di Gesù Morto

Ogni tre anni, in occasione del Venerdì Santo, a Camaiore si svolge la tradizionale processione che si snoda per le vie del centro storico. All´imbrunire si accendono migliaia di luci, si alza il canto della Mater Dolorosa e un gruppo ligneo composto da quattro statue viene portato in processione, seguito da migliaia di fedeli: in questo scenario la città di Camaiore celebra, ogni tre anni, il Venerdì Santo e l´intera popolazione camaiorese rinnova il rito di una celebrazione religiosa, che viene svolta fin dal ‘500 e che negli anni si è arricchita di nuovi significati e valori.
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Un paese senza memoria

Noi siamo un paese senza memoria. Il che equivale a dire senza storia. L’Italia rimuove il suo passato prossimo, lo perde nell’oblio dell’etere televisivo, ne tiene solo i ricordi, i frammenti che potrebbero farle comodo per le sue contorsioni, per le sue conversioni.

Ma l’Italia è un paese circolare, gattopardesco, in cui tutto cambia per restare com’è. In cui tutto scorre per non passare davvero.

Se l’Italia avesse cura della sua storia, della sua memoria, si accorgerebbe che i regimi non nascono dal nulla, sono il portato di veleni antichi, di metastasi invincibili, imparerebbe che i vizi di questo Paese – speciale nel vivere alla grande ma con le pezze al culo – sono ciclici, si ripetono incarnati da uomini diversi con lo stesso cinismo, la medesima indifferenza per l’etica, con l’identica allergia alla coerenza, a una tensione morale.

Massimo Del Papa

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Ci hanno ipotecato il futuro

Negli anni Sessanta e Settanta una famiglia italiana su tre apriva un libretto di risparmio per i nuovi nati, invitando i nonni e i parenti a fare piccoli versamenti negli anni, in occasione di feste e compleanni. Il libretto era il segno di una cultura del risparmio che è andata progressivamente perdendosi nel tempo. Io mi ricordo alle elementari la giornata del risparmio, mi ricordo il mio primo salvadanaio ( come quello nella foto) e il mio primo libretto. Poi sono arrivati gli anni del boom, del consumismo e della finanza “creativa”. Oggi, in questo paese che si è illuso per decenni di essere il Paese del Bengodi tocca al Monte dei Paschi di Siena crollare sotto il peso di uno scandalo che è alle prime battute.
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Lupi in Garfagnana

Un branco di lupi ha fatto strage di un gregge di pecore, a Camporgiano in Garfagnana. L’episodio è accaduto la mattina del 20 gennaio e la proprietaria delle pecore, che le aveva accompagnate al pascolo, ha assistito allo scempio a distanza, senza poter intervenire. I lupi sarebbero stati almeno quattro. Che si tratti di un attacco di lupi lo ha confermato anche la Confederazione Italiana Agricoltori: inconfondibili sarebbero le orme lasciate sulla neve e, soprattutto, il modo di camminare in fila indiana, tipica del lupo e non degli altri canidi.
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Come gocce nell’oceano

Ripropongo un recente articolo di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, che racconta di giovani e di nuove esperienze legate alla terra. Ma sono gocce in un oceano di indifferenza…

Circa vent’anni fa il sistema universitario francese si rivoluzionò con l’intento di ringiovanire la classe docente che stava vistosamente invecchiando e questo poneva una serie di questioni non solo occupazionali ma anche di visione della cultura e dell’insegnamento. Iniziarono così a velocizzarsi e semplificarsi i passaggi da studente a ricercatore, da ricercatore ad assistente, da assistente a docente e nel giro di qualche anno il sistema si rinnovò con beneficio di tutti.
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Come la neve non fa rumore…

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Pierre Rabhi: Il contadino poeta che respira con la terra

«La società cambierà quando la morale e l’etica investiranno le nostre riflessioni»; questa la sostanza della filosofia di Pierre Rabhi – esperto Onu per lo sviluppo delle Terre Aride e fondatore del Colibris, Mouvement pour la Terre et l’Humanisme – trasformata in filo conduttore della sua intera esistenza. Nato nel sud dell’Algeria da una famiglia musulmana, riceve un’educazione tessuta di religione e multiculturalismo tanto da scegliere di divenire cattolico e trasferirsi in Francia. Di qui l’apertura verso l’agricoltura e la ricerca di un nuovo modello di interazione con l’ambiente: la terra intesa come risorsa da preservare, fonte di nutrimento ma anche componente alla quale rimandare l’intera vita dell’uomo.
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Il signor G

Voglio ricordarti con le parole di Sandro…
“Avrebbero voluto da Giorgio e da me delle risposte. Proprio da noi che abbiamo vissuto tutta la vita nell’assoluta certezza del dubbio”.
Sandro Luporini, da “G.”vi racconto Gaber

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Orti di crisi

Crisi economica? Pochi soldi? Se hai un pezzo di terra, anche piccolo, puoi aiutare te stesso e il tuo prossimo a mangiare. Come? Coltiva un orto e condividi i prodotti con i vicini. L’idea sta diffondendosi in Francia: il movimento che pianta legumi ed ortaggi, non nel cortile di casa, ma in luoghi pubblici accessibili a tutti si chiama Incroyables comestibles. Complici la comunicazione veloce via «facebook» e le nuove spinte alla solidarietà sociale messe in moto dalla crisi. A dire il vero non si tratta di un’iniziativa nuova. Si ispira piuttosto al movimento nato dall’altra parte della Manica, in Gran Bretagna, nel 2008 e chiamato Food to share (cibo da condividere).
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Agenda Monti

Il retroscena arriva inaspettato, con un click ingenuo quanto banale: l’apertura della finestra ‘Proprietà’ del documento di 25 pagine pubblicato dal premier Mario Monti, la famosa Agenda ‘Cambiare l’Italia, riformare l’Europa’ rivela come Autore del file il Prof. Pietro Ichino, appena uscito dal Pd.

Giovanotto! Carta, calamaio e penna! Su, avanti, scriviamo..
Punto, punto e virgola, punto e un punto e virgola…
Troppa roba…
E lascia fare. Che dica che noi siamo provinciali, che siamo tirati?

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