In Versilia, in alcuni posti, sopravvive la tradizione dei Befani che vanno di casa in casa la sera del 5 gennaio. Gruppi di adulti e di ragazzi, la faccia annerita dal tappo di sughero bruciato, accompagnati di solito da strumenti musicali, che cantano la Befanata ricevendo in cambio qualche piccolo dono o offerte da destinare in beneficenza.

Nelle case versiliesi era tradizione preparare la vigilia della Befana i Befanini,  piccoli dolcetti di varie forme e qui trovate la ricetta.  I bambini prima di andare a letto ne mettevano alcuni sul soglio della porta. Era il modo per ingraziarsi la Befana e sperare di trovare la mattina dopo i doni richiesti e non il carbone.

In Versilia la tradizione infatti era che i regali  ai bambini li portava la Befana e non Babbo Natale che è un  prodotto di questa società consumistica e non della civiltà e della cultura contadina.

Curiosità:
A volte si dice “cotto come un befanino”, per indicare quando si è a pezzi, distrutti, sfiniti.
Il termine epifania deriva dal greco ἐπιφάνεια, epifaneia, che significa manifestazione, apparizione, venuta. La tradizione popolare dei doni per l’Epifania è certamente legata ai Re Magi.