Da un’intervista a Fabrizio De Andrè:
Gli ultimi saranno i primi forse non voleva essere una profezia metafisica. Ieri cantavo i vinti, mentre oggi canto i futuri vincitori: quelli che coltivano la propria diversità con dignità e coraggio. I nomadi, per esempio, e tutti quelli che attraversano i disagi dell’emarginazione senza rinunciare ad assomigliare a se stessi.

Sono loro, saranno loro, i vincenti. Perchè muovono la Storia. E l’umanità riesce a crescere proprio quando non si omologa al gregge delle maggioranze. I perdenti sono le persone che più mi affascinano. Per me dietro ogni barbone si nasconde un eroe. É la fuga dal branco che ci porta a maturare spiritualmente. Così la solitudine diventa una possibilità di riscatto. É forse la vita, più che una corsa verso la morte, è una fuga dalla nascita.

Fabrizio “Faber” De André
(Genova, 18 febbraio 1940 – Milano, 11 gennaio 1999)