Dopo le annunciate campagne moralizzatrici del web  il decreto con il quale il Governo si appresta a dare attuazione alla delega per il recepimento della direttiva europea Audiovisual Media Services  può a buon diritto definirsi un caso paradigmatico di conflitto di interessi. Per Sky arriva il taglio della pubblicità. Un vero e proprio blitz che penalizza Internet, il mondo dei media (televisione, internet, pubblicità e cinema indipendente).

Un decreto che se da un lato danneggia Sky, da un altro affossa sul nascere i piccoli e da un altro lato ancora cerca di affossare la produzione libera di informazioni (con multe e altro). In pratica nel 2010, mettere su YouTube un pezzo di partita o di film potrà far avere richiami e sanzioni.

E’ un decreto che, come ha scritto Aldo Fontanarosa su la Repubblica, è passato abbastanza sotto silenzio a Natale, ma che in effetti cambia il mondo del web e favorisce Mediaset.

Come scrive Alessandro Gilioli su l’Espresso è un decreto che ottiene “tre risultati, uno meno encomiabile dell’altro”.

Ne parlano: Beppe Grillo, Vittorio Zambardino , Alessandro Gilioli , Indymedia Napoli , Il Salvagente , Punto Informatico , AntefattoArticolo21 , Google