L’equo compenso e la gabella di Stato
Nuove tasse per il settore tecnologico. Cellulari, decoder, computer, lettori mp3 e qualunque altro dispositivo che abbia una memoria sarà tassato. Questo è il decreto firmato il 30 dicembre scorso dal ministro dei Beni e delle attività culturali Sandro Bondi.
L’equo compenso è una somma che i produttori dei beni tecnologici pagano a Siae a “compenso” della copia privata, in virtù del fatto che l’utente possa utilizzare queste tecnologie per fare una legittima copia personale di cd e dvd acquistati.
L’equo compenso, fino ad oggi, pesava solo su cd, dvd e masterizzatori. Adesso invece peserà su tutti i prodotti dotati di memoria, un bel salto. Pensate che se la Siae prima dall’equo compenso ricavava circa 70 milioni di euro, dal 2010 passerà a circa 300 milioni, un gruzzolo niente male insomma. E cosa faranno i produttori? Naturalmente scaricheranno, almeno in parte, questa nuova tassa sui consumatori come del resto è avvenuto con cd e dvd.
Ne parlano: Manteblog , Federico Ferrazza, Marco Pierani, Punto Informatico , Quinta’s weblog
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