Ieri era un bel giorno di sole a Tre Scogli e voci antiche raccontavano storie: “Forse era la Versilia che gli tornava nel sangue, l’Alta Versilia, quella dura, quella che a sera non ti lascia forza nelle braccia, che ti fa soffrire per una giornata di pioggia perché non puoi lavorare, che ti fa imprecare quando la cattiva stagione, la neve, arriva troppo presto.”

Sono le parole di Sirio Giannini, versiliese,  nel suo libro “La valle bianca” dove racconta  il dramma di un gruppo di cavatori, che affronta immani fatiche e pericoli per strappare alla montagna un minimo di benessere e un barlume di speranza per una vita normale.

Mi sono tornate in mente queste parole oggi mentre parlavo con Damiano del lavoro nelle cave, della vita dei cavatori come mio padre e mio nonno ( ho fatto anch’io per tre anni il cavatore alle Cervaiole)  e lui mi raccontava dei minatori di queste zone che lavoravano nelle miniere locali o emigravano all’estero in cerca di fortuna.

La dura vita di chi in montagna c’è nato, vissuto e, a volte, vi ha trovato la morte.  Di chi, su queste montagne, viveva da “stelle a stelle” come i cavatori o nel buio delle gallerie minerarie.

“Da stelle a stelle alle cave voglian la pelle”

Storie di un mondo che non c’è più ma che ha lasciato i segni, la memoria e le cicatrici sopra e dentro le montagne ma anche nei cuori di chi, quel mondo, continua a ricordarlo e a rispettare la memoria di quegli uomini e di quelle donne che strappavano, ogni giorno, il pane a queste terre con la loro fatica e il loro sudore.

“Vivere è come scolpire, occorre togliere, tirare via il di più, per vedere dentro.”
Mauro Corona, scrittore, alpinista e scultore

Anche queste sono storie di uomini e donne che camminano da “stelle a stelle”.

Nota:
Il mondo di Sirio Giannini (scrittore autodidatta, nato nel 1925 e morto nel 1960) ) è popolato da gente umile, sempre in lotta con la natura e le avversità, mai vinta, animata da una forza interiore, ricca di una sensibilità rude e solidale. E l’amore (in ciascun romanzo si svolge una delicata storia d’amore), il dolore, il desiderio di vita, la solidarietà, il coraggio, sono trattati con scarno ed efficace realismo.