A Tre Scogli, nel nostro terreno, al momento c’è solo una vecchia vite di uva fragola che lascerò perchè fornisca l’uva per la schiacciata ma, vista la posizione verso il mare,  la buona conformazione del terreno e lo spazio che abbiamo a disposizione,  l’amico Stefano “Il Vagero” ha suggerito di impiantare una nuova vigna.

Ho una buona esperienza di agricoltura e di animali ma non sono molto esperto di vigne anche se, da ragazzo, aiutavo mio padre a fare il vino con uve comprate a Volterra o San Gimignano ma Stefano è esperto vinificatore e grande sommellier e quindi sarà lui “l’enologo” della Tenuta Tre Scogli.

Lui pensa a un impianto di Vermentino Nero, vitigno autoctono, noto sin dall’epoca romana, da vinificare in purezza come  fa, in Lunigiana,  Pierpaolo Lorieri fin dal 1989.

Il termine autoctono riservato ad un’uva significa che quel vitigno è nato e si è sviluppato in un preciso luogo geografico adattandosi al territorio che lo ha ospitato fin quasi a fondersi con esso. Così come accade per i nobili casati, che vantano alberi genealogici che affondano sicuri nei meandri del tempo, anche l’uva autoctona per essere tale deve risiedere nel luogo di origine da parecchi anni.

Come ha scritto Mario Fregoni nella prefazione al libro  Vermentino, vitigno che sente il mare :
La globalizzazione della viticoltura rivela la concentrazione della coltivazione mondiale su un numero sempre piu’ ridotto di varieta’. La reazione a questo discutiile e preoccupante indirizzo internazionale si configura con la contrapposizione dei vitigni internazionali su queli autoctoni. I risultati lusinghieri ottenuti presso i consumatori coronano oltre venti anni di profiicuo lavoro e additano ad altri viticoltori la linea da seguire nella produzione di specialità enologiche derivanti da vitigni autoctoni

Dopo la scelta che abbiamo fatto di impiantare piante da frutto di antica memoria faremo la stessa scelta per la vigna recuperando un vitigno della terra dei nostri antenati Liguri/Apuani.