Libera rete in libero Stato
In una guerra prettamente aziendale, tra un “conflittuato” Presidente del Consiglio e i suoi diretti concorrenti, il “decreto Romani” puzza di censura alla rete con l’alibi della direttiva europea Audiovisual Media Services e, in particolare, di favoristismi verso Mediaset con il tetto sugli spot pubblicitari a svantaggio di Sky e degli altri operatori.
La rete, l’opposizione, Agcom, Sky e Commissione Europea si mobilitano mentre il ministro dichiara che ” non ha intenzione di regolamentare il web“.
Sul suo blog Beppe Grillo scrive: “L’attacco a Internet è ormai spudorato . Il Governo, con il premier proprietario di Mediaset, ha deciso che il diritto di informazione in Rete deve essere sanzionato. Che il copyright sia usato per chiudere siti e eliminare video da YouTube. Che la ripresa in diretta con una web cam fatta da un cittadino in streaming sia valutata al pari di una diretta televisiva. Che i siti che fanno informazione su Internet debbano provvedere a rettifiche equiparabili ai telegiornali nazionali. Tutto questo va restituito al mittente”.
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