Mi ero ripromessa di non scrivere articoli sulla casa fino a che non fosse stato fatto il contratto di compravendita. Finalmente questa mattina, dopo l’ennesimo colpo di scena dovuto a un burocrate privo di elasticità mentale, e grazie ad un Notaio con i cosiddetti attributi sfaccettati a diamante, abbiamo firmato il contratto per l’acquisizione della proprietà della casa e del terreno. Ovviamente, per il mantenimento di tale proprietà sarà sufficiente pagare il mutuo per i prossimi venticinque anni, ma si tratta di un dettaglio!

Il primo intoppo lo abbiamo trovato nello studio del Notaio: un funzionario di banca del venditore che si era ridotto a ieri a leggere il compromesso e che si rifiutava di produrre un documento necessario all’erogazione del mutuo. Il tapino, nella giornata di ieri, aveva cercato di mettersi in contatto con la sede centrale della mia banca. Peccato che ieri, a Pietrasanta, ricorreva la festa patronale. Pertanto non aveva ricevuto alcuna spiegazione; questa mattina, nonostante le spiegazioni, non ha voluto saperne di collaborare, dimostrando la sua totale indisponibilità, ottusità e mancanza di rispetto. Per fortuna il nostro Notaio e la nostra banca ci hanno messo una pezza, rendendo possibile il rogito.

Per firmare, ci siamo recati alla sede centrale di Pietrasanta; ma se ieri era San Biagio, oggi era San Biagino!! Secondo intoppo, Pietrasanta era chiusa al traffico e invasa da centinaia di bancarelle: dolci, prodotti tipici locali, artigianato, oggetti etnici. Uno spettacolo di colori e di odori, che, nonostante la pioggia, aveva portato in piazza centinaia di persone. Siamo dovuti scendere al volo, e,  mentre il geometra restava in macchina a girare per la periferia del paese senza riuscire a parcheggiare, io e il notaio ci siamo buttati tra le bancarelle per raggiungere l’ingresso della banca. Qui ci attendeva il funzionario, che si è messo subito a dispensare agende e ricettari, prima della lettura dell’atto. Finalmente, alle 11, con un ritardo di almeno un’ora e mezzo sulla tabella di marcia, abbiamo messo la nostra firma sul contratto. Anzi, le firme. Molte firme.

Non mi sembra vero: nonostante colpi di scena, ostacoli e burocrati ottusi, la casetta di Tre Scolli, dalle cui finestre si vedono il lago, il mare e i monti, è nostra. Finalmente.