Il ritorno del lupo
Tutti conosciamo la favola di Cappuccetto Rosso e del lupo cattivo. E forse anche le favole hanno contribuito a creare credenze e falsi miti attorno a questo predatore che è un anello importante della catena alimentare di diverse regioni italiane.
Per la sua cattiva fama è sato considerato una minaccia, per l’uomo e per il suo bestiame subendo, negli anni, una sorta di sterminio che ha provocato in alcune aree la sua scomparsa provocando uno sviluppo incontrollato di quelle che sono sempre state le sue prede, con uno squilibro che ha poi avuto ripercussioni anche sulla vita dell’uomo.
Fa piacere leggere la notizia che nel Parco della Maiella si ripopolano i branchi di lupi grazie a un’intesa con gli allevatori e per la lotta al bracconaggio.
L’articolo : Il ritorno del lupo
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leggo con interesse, visto che il problema è meno superficiale di quanto generalmente gli articoli vogliano far apparire.
è vero che “cosa vuoi che siano 4-5 pecore”, ma per l’allevatore il danno non è solo quello (che più o meno gli viene rimborsato), ma tutti i disagi collaterali, le spese per difendersi, le fatiche, i sacrifici
sto riflettendo sulla questione del radiocollare e dell’intervento dissuasivo in caso si avvicini troppo agli armenti. potrebbe essere una valida soluzione? ma chi parte, di notte, ad andare su se il lupo si avvicina al recinto? e chi lo controlla, per quelle 12 volte al giorno??
Marzia,
so che il tema è complesso e non di facile soluzione e la convivenza, in particolare tra greggi e lupi, so bene che non è cosa automatica o garantita. Però il fatto che in un parco come quello della Maiella si provi a ricostruire un ambiente naturale è, secondo me, positivo.
certo, è positivo, su questo non c’è dubbio. ma purtroppo la maggior parte delle proposte di cui si sente parlare sono così lontane dall’applicazione reale che agli allevatori viene da ridere, per non piangere.
qui in piemonte si era addirittura parlato di volontari da affiancare al pastore, che (non so come) sarebbero stati su durante la stagione d’alpeggio solo esclusivamente per vedere se arrivava il lupo e, nel caso, avrebbero aiutato a spaventarlo.
bah
Marzia,
lo spaventavano agitando una bandierina?… Queste sono proposte da decerebrati e purtroppo trovano anche qualcuno che le sostiene… Sono d’accordo con te che il tema della convivenza tra allevatori ( e in particolari i pastori) e il lupo non è di facile soluzione e forse dovrebbero avere più voce in capitolo proprio quelli che vivono ogni giorno il problema sulla loro pelle o su quella dei loro animali… ma siamo in Italia, paese che ha quasi dimenticato le sue radici contadine e agricole…