E’ la stampa, bellezza…
L’informazione in Italia ha il suo “zoccolo duro” nei tg televisivi che sono, per la maggior parte degli italiani, l’unica fonte di notizie e, di conseguenza, di formazione di opinioni e consenso. Quando questa informazione, per ragioni di proprietà editoriale o di “sudditanza” politica, si schiera apertamente con l’attuale maggioranza di governo, come accade negli ultimi anni, possiamo parlare di “informazione di regime”. O no?
Dal blog di Luca De Biase
Ecosistemedia – Non sorprende che…
Non sorprende che l’Osservatorio di Pavia registri una prevalenza del governo e della maggioranza nel tempo dedicato dai telegiornali alle dichiarazioni dei politici. Però un po’ sorprende la proporzione. (Sole 24 Ore, 2010 e 2009)
Solo su Tg3 il governo e l’opposizione hanno lo stesso tempo. Su Tg1, Tg2, Tg4, Tg5 e Studio Aperto, non c’è paragone. Negli altri telegiornali della Rai i quattro partiti dell’opposizione hanno meno di un terzo del tempo, riporta Marco Mele del Sole24 ore.
Mentre sui telegiornali della Mediaset, che appartiene al capo del governo e della maggioranza, la parte politica del proprietario ottiene quote comprese tra il 60 e l’80% del tempo. Se poi si moltiplica tutto questo per l’audience, si vede che la grandissima parte degli italiani sono martellati dai messaggi della maggioranza.
Ricordando che una quota superiore alla metà degli italiani ottiene le notizie solo dai telegiornali si trova conferma alla convinzione che in queste condizioni la partita del consenso non è facile per l’opposizione.
Ma è chiaro che l’opposizione, quando era governo, non ha pensato che tutto questo potesse essere importante, visto che non ha preso provvedimenti strutturali in materia di proprietà della tv.
Chi dà ragione all’attuale opposizione, dunque, non può preoccuparsi dei dati rilevati dall’Osservatorio di Pavia. (Oppure non è d’accordo con la strategia tenuta in passato in materia dall’opposizione stessa e con chi l’ha guidata in quella direzione).
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Da cinque anni vivo senza televisione, ma anche prima la guardavo molto poco. Ho anche perso la fiducia in quella che viene chiamata democrazia, visto che il voto della Montalcini vale come quello di una velina o di un partecipante al GF.
Anche la radio, che prima ascoltavo in continuazione, è diventata una brutta copia della TV (parlo di RAI ovviamente), così ora sono tutte sintonizzate su Radio Nostalgia.
Paolo
Ciao Paolo
come cantava Gaber… La televisiun la g’ha na forsa de leun, la televisiun la g’ha paura de nisun, la televisiun la t’endormenta cume un cuiun… e i risultati sono sotto gli occhi di tutti… un popolo di italioti teledipendenti.
Preferisco un buon libro o la rete alla televisione a parte qualche documentario o reportage su National Geograpich. Sulla radio sono d’accordo ma oltre a Radio Nostalgia io ascolto Radio Pulce
http://www.youtube.com/watch?v=hyU3cIDlHqE