Ho letto questo intervento di Carlo Petrini,  fondatore di Slow Food in cui spiega i suoi dieci no agli Ogm e le dieci risposte di Dario Bressanini, ricercatore e divulgatore scientifico, autore del libro “OGM tra leggende e realtà”.

Non ho ancora un’idea chiara sugli Ogm e leggendo i due interventi mi rimangono dubbi e perplessità. Siamo un paese che vive, da sempre, di dualismi: ieri Coppi e Bartali, oggi si e no agli Ogm.

Tempo fa un parlamentare europeo, ha detto che gli europei “devono essere più realistici sulle colture geneticamente modificate. Il loro cuore può essere a sinistra, ma le loro tasche sono a destra” certificando il fatto che gli Ogm sono solo business e non certo filantropia.

Altri sostengono che gli Ogm risolveranno la fame nel mondo mentre in Italia assistiamo a un dibattito “regionale” sull’uso di coltivazioni Ogm.

Per quello che mi riguarda ho il cuore a sinistra e non ho tasche a destra e continuerò a coltivare secondo pratiche “antiche”, senza alchimie chimiche e seguendo il ciclo delle stagioni utlizzando sementi tradizionali e il più possibile di territorio.