L’ultima edizione di Sanremo vede l’esibizione di Pupo, Emanuele Filiberto e uno sconosciuto tenore con un brano dal titolo “Italia amore mio“. Il trio, eliminato nella prima serata (sommerso da una pioggia di fischi del teatro Ariston) , è stato ripescato grazie al “voto popolare”.

Il testo della canzone ( anche ieri sera accolto da un’uragano di fischi e al grido di buffoni) è osceno così come l’esibizione canora del Savoiardo ma visto il livello dei protagonisti, la paraculaggine che vede anche uno come Marcello Lippi ( che ritenevo una persona seria) sostenere le ragioni dell’erede di una banda di puttanieri e  assassini che hanno dato i natali al fascismo  è la conferma che l’Italia più che un regime si sia trasformata in una corte di ciambellani, ruffiani e sudditi al servizio della mediocrità e del leccaculismo.

Ho letto un commento su un blog:  Gaetano Bresci, uno di noi.
Lo condivido in pieno…