Mentre nella piana della Versilia muoiono dal caldo qui si sta divinamente. L’aria è tersa e non è umida grazie a quella leggera brezza che scende dal Prana e dal Matanna. L’altra sera però la brezza si è trasformata per un’oretta in un vento sostenuto che ha colpito duramente le piante di granturco di Daniele e, in parte anche le mie.

Le piante sono piegate a terra e sembra quasi che ci sia passata un battaglione di cinghiali inferociti. Daniele ha detto che anche l’anno scorso glielo aveva piegato e si era rimesso a tirarlo su ma quest’anno ha gettato la spugna. Io provo a rimetterle in piedi con pali e filo sperando che il vento gli dia il tempo di riprendere un pò di forza.

Qui, come ho già scritto tempo fa, la terra è dura, le condizioni sono quelle di un terreno a 600 metri sul livello del mare e ogni cosa si deve conquistare e difendere. Ma questa è la vita, quella vera, non quella degli spot del Mulino Bianco.