Settembre andiamo. E’ tempo di migrare… e di vendemmiare? Le notizie sull’annata vinicola del 2010 si susseguono e non ci ho capito molto. Qualche giorno fa la Coldiretti annunciava il sorpasso dell’Italia sulla Francia per quantità vendemmiata, mentre qualcun’altro affermava che: ” L’oidio ha colpito pesantemente in tutta la penisola, e al nord non sono mancate forte grandinate. Si evince che il ciclo di maturazione dell’uva è stato particolarmente compresso, e non in tutte le regioni la pianta della vite ha avuto modo di compensare, per fare maturare le uve in maniera equilibrata. Presumibilmente avremo vini meno alcolici, meno equilibrati e meno complessi. La gradazione sarà inferiore alla media degli ultimi anni.”

C’è chi come Andrea Pagliantini, aspettando che l’uva provi a maturare,  ha iniziato la sfogliatura delle viti e chi, come Giampaolo Paglia, abbandona le barriques mentre Andrea Petrini parla del Chianti di Monteraponi aspettando il buon vino.

Aspettando che i soliti megafoni enologici-markettari urlino ai quattro venti che l’annata 2010 sarà “quella del secolo” auguro una buona vendemmia a chi continua a coltivare, con amore e passione, la propria vigna e il proprio territorio senza farsi “svartavetrare los pelotas” da ministri padani, funamboli della degustazione e ciarlatani enologici.

In alto i calici!