Cogli la prima mela
La mela del peccato con cui Eva tentò Adamo rischia di scomparire a causa dell’avidità umana. A darne notizia, durante una conferenza stampa, è stata l’associazione Alma, nata due anni fa per salvare la Malus sieversii – questo il nome latino della «mela di Eva» ossia del melo selvatico da cui si ritiene discendano tutte le varietà domestiche – che ha lanciato il suo appello per la salvaguardia di questa specie vegetale.
Il frutto, che cresce in maniera spontanea nella regione di Almaty, nel sud-est del Kazakistan, sarebbe minacciato dall’urbanizzazione selvaggia e dalla deforestazione. Solo un cambiamento nel comportamento dell’uomo potrebbe assicurarne l’esistenza.
La Malus sieversii è un particolare tipo di mela che aveva fin qui fatto fronte agli assalti del progresso. Le sue caratteristiche genetiche le permettono infatti di resistere alle malattie, facendo a meno dei 35 pesticidi che «proteggono» le normali mele. Inoltre cresce su alberi molto belli, alti fino a 20-30 metri e larghi 2 e se il suo Dna venisse incrociato con quello di altre qualità contribuirebbe a renderle più sane.
Del frutto esistono quasi 6 mila varietà e, diversamente da altre mele selvatiche, questa è grande e dolcissima. Per milioni di anni il pomo proibito è cresciuto indisturbato, reso così pregiato anche dal contribuito degli orsi che mangiandone e digerendone i semi permettevano ai germogli di attecchire a terra. Peccato che secondo Alma il 70 per cento di questi meli siano già stati devastati, rendendo la mela di Eva un frutto davvero raro da trovare.
Marta Serafini – Corriere della Sera
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