Il lungo inverno
Continua il freddo anche se qui , rispetto ad altre zone d’Italia, ci siamo “salvati” da quella che forse sarà ricordata come “la nevicata del 2012″ dopo quella del 1956. Vedere le immagini dei paesi e delle case isolate sommerse dalla neve, allevamenti, frutteti e coltivazioni distrutte, animali alla fame nei boschi e nelle montagne, vedere i volti di povera gente, gli occhi pieni di lacrime di chi è vissuto della propria terra e del proprio lavoro fa male al cuore pensando che in questo paese sono più importanti le stupide polemiche di un sindaco fascista che le ragioni di chi perderà la fatica di una vita sotto una coltre di neve.
Non sarà facile nemmeno il dopo. L’imponente quantità di neve caduta porterà altri problemi. Il disgelo che aumenterà le probabilità di valanghe in montagna ma anche di frane e dissesti idrogeologici in un territorio, come quello italiano, abbandonato e violentato.
I problemi alle abitazioni, alle tubature, alle attività aumenteranno nei prossimi giorni e assisteremo all’impennata dei prezzi dalla verdura, dalla frutta, dal latte e dei suoi derivati, dei beni di prima necessità viste le difficoltà sia di produzione che di ripresa delle attività agricole.
E tutto questo in un momento di difficoltà economica dell’intero paese nei suoi ceti più deboli, monoreddito o precari che siano con un governo che sta imponendo misure durissime che sono molto di più di lacrime e sangue.
In Grecia assistiamo al fallimento delle politiche liberiste e di uno stato schiavo delle banche e degli speculatori. E’ quello che, probabilmente, accadrà anche all’Italia perchè come cantava Battiato “La primavera intanto tarda ad arrivare…”
Categoria: Terra | Trackback | Permalink | Lascia un commento


