Oggi il mio vicino ha ammazzato i due maiali che, come ogni anno, alleva. Uno era sui 200 chili e l’altro è arrivato a più di 220. Per molte famiglie contadine uccidere un  maiale significava preparare la provvista di un anno intero. Si dice che “del maiale un’ si butta via nulla” perchè tutto veniva utilizzato: la carne, gli intestini, il grasso, le setole impiegati per fare pennelli. La sua uccisione costituiva sempre un giorno di festa poiché intorno ad esso si riunivano tantissimi amici e parenti.

Anche oggi è stata una festa con un pò di malinconia da parte del mio vicino perchè alle “bestie di casa” alla fine ci affezioniamo. Eravamo una decina di persone, amici e parenti, ad aiutare e alla fine del lavoro un bel bicchiere di vino ha sancito la giornata. Domani tornerà il norcino e li trasformerà in rosticciane, bistecche, salsicce e insaccati. Poi faremo, come l’anno scorso,  la soppressata con l’aggiunta di un pò di cinghiale. Morto un maiale se ne alleva un’altro…