Gli antiparassitari disorientano gli insetti: non trovano più le arnie, le colonie hanno meno cibo e nascono meno regine. Due ricerche, pubblicate su Science, hanno evidenziato chiaramente che l’esposizione ad antiparassitari causa ad api (Apis mellifera) e bombi (Bombus terrestris) una sorta di disorientamento che porta questi insetti a non ritrovare la strada di casa. Questo causa un impoverimento numerico delle colonie di api, che a sua volta comporta una diminuzione del cibo disponibile per l’intero sciame e, come è stato sottolineato nello studio britannico, una brusca diminuzione delle nascite di api regine.

UN DANNO PER L’AGRICOLTURA  -  Le api e i loro simili sono animali molto importanti per l’agricoltura. Il loro ruolo è quello di provvedere all’impollinazione delle piante da fiore, ma anche di molte altre coltivationi e di alberi da frutta. Da diversi anni a questa parte si parla e si discute di ciò che la progressiva scomparsa di questi preziosi animaletti significa e implica. Una volta di più le due ricerche convergono su un punto comune: dove il numero di api decresce, decresce anche la produzione agricola. Tra le cause responsabili della cosiddetta sindrome da spopolamento degli alveari (in inglese, colonoy collapse disorder o Ccd, riscontrata per la prima volta nelle colonie di api del Nord America alla fine del 2006 e ben presto individuata in gran parte delle nazioni europee) sono già stati indicati i cambiamenti climatici, l’inquinamento elettromagnetico, le coltivazioni ogm,  i parassiti e gli agenti patogeni presenti in natura e, ovviamente, i pesticidi.

LO STUDIO INGLESE – I ricercatori della University of Stirling hanno studiato l’impatto dei neonicotinoidi su una popolazione di bombi. Nel corso della sperimentazione gli esperti inglesi hanno posto alcune colonie di questi insetti in un’area trattata con dosi normalmente impiegate in agricoltura di imidacloprid (un cloronicotinico neonicotinoide). Dopo qualche tempo li hanno trasportati in un’altra zona dove erano presenti altri sciami, che nel frattempo si erano nutriti con pollini nei quali non vi era traccia di pesticidi. All’inizio e alla fine dell’esperimento (trascorse sei settimane) i ricercatori hanno pesato ognuno degli alveari dei bombi  per definire la crescita di ogni singola colonia. I risultati hanno dimostrato che il peso degli alveari degli sciami trattati con neonicotinoidi  erano cresciuti tra l’8 e il 12 per cento in meno rispetto a quelli di controllo. Inoltre è stata riscontrata una diminuzione pari all’85 per cento delle nascite di api regine, fondamentali per la creazione di nuovi alveari e per la riproduzione della specie. «Non posso dire che i neonicotinoidi siano i soli responsabili di tutti i problemi che riguardano le api», ha sottolineato Dave Goulson della University of Stirling, «ma ci sono buone probabilità che sia una delle cause più significative».

I NEONICOTINOIDI – Si tratta di una classe di insetticidi  che agisce sul sistema nervoso degli insetti; blocca il passaggio degli impulsi nervosi, causando la morte dei suoi bersagli e viene usato in molte nazioni per proteggere le coltivazioni di cereali, colza e girasoli. Spesso gli agricoltori trattano direttamente i semi con questo genere di sostanze chimiche, in modo tale che le piante crescano con una sorta di apparato antiparassitario, ma i pesticidi finiscono anche nel polline e nel nettare, cibi prediletti dalle api. Alcune nazioni ne hanno proibito l’uso, anche se solo parzialmente, e molti gruppi di ambientalisti ne chiedono a gran voce l’esclusione dalla lista degli antiparassitari utilizzabili in agricoltura.

LO STUDIO FRANCESE – L’Institut national de la recerche agronomique (Inra) di Avignone ha rivolto la propria attenzione a un altro neonicotinoide, il thiamethoxam, e ai suoi effetti sulle api. Dopo aver attaccato un microchip al dorso di un gruppo di insetti, precedentemente esposti al pesticida,  i ricercatori francesi hanno osservato i loro spostamenti da e per l’alveare. È risultato che le api entrate in contato con il thiamethoxam avevano due/tre probabilità in più di morire lontane dalla propria colonia, rispetto a quelle dei gruppi non trattati. Secondo le stime degli scienziati dell’Inra, il danno causato dai neonicotinoidi agli sciami di api è in grado di mettere seriamente in pericolo la sopravvivenza delle colonie. Attualmente i test per l’approvazione dell’uso dei pesticidi prevedono soltanto che la sostanza non uccida direttamente le api, ma questi procedimenti, secondo il capo-ricercatore francese Mickael Henry, «ignorano le possibili conseguenze sul comportamento delle api».

Emanuela Di Pasqua