Terra madre
Tre Scogli – La fotocronaca dell’orto 2012
Terra dura e aspra, terra soluzione obbligata, senza alternative e confini, per scongiurare la fame sovrana degli anni post-bellici, la terra è bassa secondo la ben consolidata etichetta che meglio definisce ed illustra i contorni della fatica, terra dolce e amara, terra ventre materno sempre succube delle insidie e delle grazie del cielo, un po’ benigno e talvolta maligno.
Lingue di terreno duro appollaiate in fasce sulle pendici dei nostri monti, nel passato titoli di stato ed obbligazioni su cui investire, lingue di terreno che nell’agevole oggi spesso sono lasciate all’abbandono.
All’uomo antico la rinnovata certezza di ripercorrere un cammino di fatica e di sudore che da sempre gli ha regalato i migliori frutti che solo il lavoro duro riesce a dare, all’uomo moderno e neofita il sogno cullato da sempre di riuscire a ripercorrere le strade antiche, raccontate e vissute solo nelle serate passate ad ascoltare le peripezie figlie della necessità.
L’uomo antico ha la chioma scarna e le spalle ricurve ma tiene ben salda la zappa tra le mani ed i suoi colpi donano carezze alla terra ambiziosa di regalargli il meglio di se stessa, l’uomo moderno, diritto come un fuso, è poco incline alla fatica e preferisce cancellare la terra sotto il cemento senza pensare al domani…
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Fai dei solchi che sembrano fatti da un architetto per come sono perfetti e diritti…. ma vedo che di sassi dalle tue parti neanche l’ombra….
Solo la fame fa ricordare quanto è importante la terra per prucurarsi da mangiare!!
Ancora non c’è abbastanza fame, quando ci saranno gli scaffali vuoti, vedrai quanta gente si ripiegherà sulla zappa
@Andrea – Dovresti vedere i solchi che faccio dopo due bicchieri di rosso…
Quanto ai sassi qualcuno c’è ancora ma forse in tutti questi anni chi mi ha preceduto ha dissodato bene.
@Harlock – Non siamo molto lontani da quello che prevedi… e cmq io confido nella selezione naturale
… ci hanno insegnato ad accumulare denaro, ed ora ce lo vogliono rubare. Ritorniamo ad ammirare la natura e a vivere dei frutti che ci regala, impastati con il sudore della fatica. Il tuo orto – giardino merita complimenti. Speriamo che la natura che “accarezzi” ti riservi lo stesso trattamento donandoti abbondanti frutti.
….ma nulla ancora è perduto…le schiene dritte per necessità si curveranno…e faticheranno due volte…
una per togliere il cemento, l’altra per coltivare la terra…
Qualche giorno fa con un mio amico facevo un discorso molto fantasioso…si ipotizzava una crisi economica totale, con conseguente perdita di ogni cosa…
premetto io vivo in campagna
il mio amico in città
e mi ha detto una cosa molto significativa: io la prima cosa che faccio è prendere un piccone togliere l’asfalto mettere un pò di concime e fare un bell’orto proprio sotto casa…….
@mantide @FerMala
Ci aspettano tempi duri… e non so se basterà picconare l’asfalto…