In Toscana la bruschetta viene chiamata chiamato fettunta che in dialetto  significa fetta unta.  Si ritiene che questo cibo povero sia nato come spuntino per i lavoratori dei campi. I contadini di una volta dicevano che per sapere se l’olio spremuto fosse buono bisognava assaggiarlo su una fetta di pane, meglio se strofinata con aglio.

Ingredienti
Pane cotto a legna raffermo
Olio extravergine di oliva
Aglio – Sale  – Pepe macinato al momento

Preparazione

Tagliare il pane a fette lasciando la crosta che ha attorno e abbrustolito sulla brace finchè le due parti siano croccanti fuori, ma morbide dentro. Toglierle dal fuoco, strofinarle velocemente su una sola parte con uno spicchio d’aglio sbucciato, cospargetele con abbondante olio extravergine di oliva , un pizzico di sale e con pepe appena macinato e servirle caldissime.

Varianti:
In molte zone della campagna e montagna toscana d’inverno si usa mettere sulla fettunta del cavolo nero, semplicemente bollito in acqua salata, scolato  e spezzettato. L’estate, prima di salarla, peparla e versarci l’olio, potete strofinarla con del pomodoro fresco.

Tradizione:
I contadini di una volta dicevano che per sapere se l’olio spremuto fosse buono bisognava adssaggiarlo su una fetta di pane, meglio se strofinata con aglio.
“Quando a novembre e dicembre le olive venivano portate al frantoio per la spremitura , i contadini si portavano un pezzo di pane. Solitamente c’era un caminetto in un angolo del frantoio e quando l’olio usciva dalla cannella, il contadino si abbrustoliva un pezzo di pane sul fuoco per poter assaggiare l’olio nuovo”.


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